Di cosa si occupa un funzionario anticorruzione?
- Unipegaso Roma
- 4 ago 2025
- Tempo di lettura: 4 min
Aggiornamento: 24 dic 2025
Tempo di lettura: 7 minuti
Il ruolo del funzionario anticorruzione è cruciale per rafforzare l’integrità delle pubbliche amministrazioni e delle aziende. In un’epoca in cui la fiducia dei cittadini è messa a dura prova da scandali e malaffare, questa figura professionale presidia processi e comportamenti, garantendo trasparenza e conformità alle norme. Nel corso di questa guida esploreremo a fondo cosa fa un funzionario anticorruzione, dalle origini del suo incarico alle sfide future, fornendo strumenti pratici e riferimenti legislativi.
Ma quindi di cosa si occupa un funzionario anticorruzione?
Il funzionario anticorruzione è un esperto designato all’interno di un ente pubblico o privato per prevenire, individuare e contrastare fenomeni corruttivi. Opera trasversalmente su più aree, affiancando i vertici aziendali o istituzionali, per assicurare che tutte le attività rispettino le migliori pratiche di governance e i requisiti di legge. Grazie a un approccio multidisciplinare, con competenze in diritto amministrativo, risk management e comunicazione, questa figura favorisce la cultura della legalità, riducendo i rischi di danno reputazionale e finanziario.
In concreto, il funzionario anticorruzione monitora i processi decisionali e operativi, valuta i punti critici, promuove corsi di formazione interna e coordina il sistema di segnalazione delle irregolarità. Collabora con organismi di controllo, come l’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) e le forze dell’ordine, e utilizza tecnologie avanzate per l’analisi dei dati. La sua presenza contribuisce a rafforzare la fiducia dei cittadini, migliorare l’efficienza amministrativa e attrarre investimenti esteri, offrendo risultati tangibili in termini di trasparenza amministrativa e responsabilità.
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Origini e contesto normativo
La figura del funzionario anticorruzione si è evoluta sulla spinta di norme internazionali e leggi nazionali. A livello globale, convenzioni come quella delle Nazioni Unite (UNCAC) e quella dell’OCSE hanno imposto standard stringenti, invitando gli Stati membri a dotarsi di strumenti efficaci per contrastare la corruzione. In Italia, il D.Lgs. 231/2001 ha introdotto la responsabilità amministrativa delle società, mentre la legge 190/2012 ha istituito il Piano Nazionale Anticorruzione, affidando all’ANAC il compito di vigilare sulle misure preventive.
Il contesto normativo si arricchisce continuamente di decreti attuativi e linee guida specifiche, che definiscono procedure, modelli organizzativi e sanzioni. Queste disposizioni obbligano enti pubblici e privati a nominare un responsabile anticorruzione, a tenere aggiornati i registri dei rischi e a redigere piani triennali con obiettivi chiari. Così, il ruolo diventa imprescindibile per chi vuole garantire integrità, evitare contenziosi legali e dimostrare un serio impegno etico.
Compiti principali del funzionario anticorruzione
Il cuore dell’attività di un funzionario anticorruzione si articola in tre macro-aree: valutazione dei rischi, elaborazione di piani di prevenzione e monitoraggio dell’efficacia delle misure adottate.
Valutazione dei rischi di corruzione
Attraverso tecniche di risk assessment, il funzionario identifica i processi più vulnerabili, come appalti, autorizzazioni e concessioni. Utilizza matrici di rischio per classificare le probabilità e l’impatto, consentendo di concentrare risorse e controlli dove servono di più.
Sulla base dell’analisi del rischio, vengono redatti i piani triennali anticorruzione. Questi documenti dettagliano misure organizzative, procedure e indicano responsabilità e tempi di attuazione, in modo da rendere trasparente ogni fase decisionale.
Le verifiche periodiche, o audit, accertano se le misure anticorruttive funzionano davvero. Il funzionario organizza controlli a campione, analizza report e propone interventi correttivi, garantendo un miglioramento continuo.
Per essere efficace, il funzionario anticorruzione deve inoltre interagire con diversi soggetti istituzionali e privati, valorizzando la condivisione di informazioni.

Coordinamento con l’ANAC
L’ANAC fornisce linee guida, pareri e supporto operativo. Il responsabile invia report periodici, partecipa a tavoli di lavoro e aggiorna le policy interne basandosi sui documenti ufficiali dell’Autorità (ANAC).
In caso di segnalazioni sospette, il funzionario trasmette le denunce alle autorità competenti, collaborando nell’istruttoria e fornendo documentazione utile alle indagini.
Un aspetto strategico è la diffusione di una solida cultura anticorruzione, raggiungibile solo attraverso programmi formativi mirati.
Vengono pianificati corsi e seminari per dirigenti e dipendenti, con casi pratici e role-play, in modo da mettere in luce situazioni a rischio e soluzioni operative.
Diffusione di best practice
Oltre ai corsi, il funzionario promuove la condivisione di esempi virtuosi, pubblicando newsletter e organizzando incontri interni per raccontare successi e lezioni apprese, rafforzando la cultura della legalità.
La qualità delle procedure di segnalazione è determinante per la tempestività e l’efficacia dell’intervento.
Il sistema di whistleblowing garantisce canali sicuri e riservati. Il funzionario riceve le denunce, verifica l’attendibilità delle informazioni e avvia accertamenti interni.
Per evitare ritorsioni, si adottano misure come l’anonimizzazione delle segnalazioni e il divieto di azioni disciplinari nei confronti del segnalante, favorendo così la collaborazione spontanea.
Sfide e opportunità future
Il ruolo è in continua evoluzione, spinto da innovazioni tecnologiche e cambiamenti normativi. Big data, machine learning e analytics avanzati offrono strumenti predittivi per anticipare anomalie, rendendo più rapida l’individuazione di sistemi corruttivi.
Scambi di esperienze fra Paesi e l’armonizzazione di standard internazionali supportano un approccio globale, utile soprattutto per imprese e organizzazioni che operano oltre frontiera.
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FAQ - Domande Frequenti
Quali titoli di studio servono per diventare funzionario anticorruzione? Generalmente è richiesta una laurea in giurisprudenza, economia o scienze politiche, seguita da corsi specialistici in risk management e diritto amministrativo.
Come si nomina un responsabile anticorruzione?
La nomina avviene tramite delibera del vertice aziendale o dell’ente pubblico, inserendo l’incarico nel Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione.
Che differenza c’è tra compliance officer e funzionario anticorruzione?
Mentre il compliance officer si occupa della conformità generale alle norme, il funzionario anticorruzione è specializzato nella prevenzione e nel contrasto dei fenomeni corruttivi.
È obbligatorio adottare software specifici?
Non esiste un obbligo normativo tassativo, ma l’uso di piattaforme GRC è fortemente consigliato per garantire efficienza e tracciabilità.
Quanto dura un piano triennale anticorruzione?
Come suggerisce il nome, ha durata triennale ed è aggiornabile ogni anno in base ai nuovi rischi e alle evoluzioni normative.
Dove consultare linee guida e best practice?
Oltre al sito dell’ANAC, l’OCSE offre documenti e rapporti internazionali aggiornati.
Conclusioni
Il funzionario anticorruzione rappresenta una figura strategica per garantire trasparenza, responsabilità e integrità all’interno di organizzazioni pubbliche e private. Attraverso attività di valutazione del rischio, formazione, monitoraggio e collaborazione istituzionale, questa professione costruisce un sistema di prevenzione solido ed efficace.
In un mondo in cui la fiducia è valore cruciale, investire in competenze e strumenti anticorruzione significa tutelare persone, beni e reputazione, aprendo la strada a una crescita sostenibile e responsabile.




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