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Quanto guadagna un direttore di presidio ospedaliero?

  • Immagine del redattore: Unipegaso Roma
    Unipegaso Roma
  • 25 lug
  • Tempo di lettura: 4 min

Tempo di lettura: 9 minuti


Il direttore di presidio ospedaliero ricopre un ruolo chiave nella gestione strategica, organizzativa e amministrativa delle strutture sanitarie, coordinando personale medico e non, budget, rapporti con enti regionali e piani di sviluppo. La complessità del sistema sanitario italiano, con ramificazioni tra SSN, IRCCS e strutture private accreditate, rende variabili le retribuzioni e i benefit associati a questo incarico. In questo articolo esploreremo le fasce retributive nel 2025, i benefit tipici, i fattori che ne determinano il valore e le strategie per avanzare nella carriera.


Il ruolo del direttore di presidio ospedaliero: responsabilità e skill

Il direttore di presidio sovrintende all’organizzazione dei reparti, all’allocazione delle risorse finanziarie, alla definizione dei piani di investimento per apparecchiature e tecnologie e alla compliance normativa (accreditamento, sicurezza sul lavoro, privacy dei dati sanitari). Collabora con primari e responsabili di unità operativa per garantire la qualità delle cure, coordina le attività di performance management e reportistica verso gli assessorati regionali, gestisce i rapporti con fornitori e società di servizi e promuove la formazione continua del personale. Competenze di leadership, programmazione strategica, conoscenza dei sistemi informativi sanitari e capacità negoziali con stakeholder pubblici e privati sono imprescindibili.


Ma quindi quanto guadagna un direttore di presidio ospedaliero?

Nel SSN il direttore di presidio è inquadrato nei dirigenti del ruolo sanitario o amministrativo. La RAL di un direttore di presidio di primo livello (ospedale di piccole-medie dimensioni) parte da circa 120.000 euro lordi annui, comprensivi di indennità di direzione e specifici emolumenti per reperibilità e responsabilità clinica. Nei presidi di secondo livello o nei policlinici universitari la RAL può salire a 140.000–160.000 euro, con un ulteriore 10–15% di incentivi legati al raggiungimento degli obiettivi di programmazione regionale, indicatori di qualità e contenimento della spesa. Nei grandi IRCCS e ospedali di rilievo nazionale, che includono anche attività di ricerca e didattica, i pacchetti retributivi possono superare i 180.000 euro.





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Retribuzioni in strutture private e accreditate

Le strutture private accreditate offrono contratti dirigenziali similari, con RAL di base tra 100.000 e 130.000 euro per direttori di presidio di cliniche di medie dimensioni, integrabili da bonus di risultato e piani di stock bonus in gruppi ospedalieri quotati. Nei grandi gruppi privati con presenza nazionale o internazionale, la RAL si colloca tra 130.000 e 170.000 euro, spesso affiancata da benefit quali auto aziendale, piani di welfare sanitario esteso, stock option e copertura assicurativa vita e malattia.


Benefit e componenti variabili di retribuzione

Oltre alla RAL, il compenso include indennità di reperibilità per copertura h24/h7, premi di produttività basati su indicatori quali riduzione tempi di attesa, miglioramento di esiti clinici e efficienza gestionale, e stock bonus legati alla performance finanziaria dell’ente. Molti direttori di presidio beneficiano di piani di formazione executive, accesso a network internazionali e budget per spese di aggiornamento scientifico.


Fattori che influenzano il compenso

Il bacino di utenza del presidio e la complessità dei servizi offerti (alta specializzazione, cardiochirurgia, oncologia) giustificano RAL più elevate. L’appartenenza a network di ricerca, il coinvolgimento in progetti PNRR e l’esperienza nella gestione di emergenze sanitarie (es. pandemie) aumentano il valore percepito. Le capacità di attrarre finanziamenti per ricerca e partnership pubblico-private e le competenze nell’implementazione di EHR (Electronic Health Record) e sistemi di telemedicina sono ulteriori leve di negoziazione.


direttore di presidio ospedaliero

Strategie per avanzare nella carriera

Un percorso di successo prevede il passaggio da posizioni di responsabile di unità operativa complessa (primario amministrativo) a direttore medico di presidio fino al vertice organizzativo. Offrire progetti di innovazione clinico-organizzativa, condurre audit di qualità certificati e partecipare come speaker a convegni di sanità pubblica aiuta a costruire un brand professionale. Il networking con assessorati regionali, associazioni di manager sanitari (FNOMCeO, Federsanità) e università facilita l’accesso a nomine direttoriali e incarichi in commissioni ministeriali.


Trend e prospettive nel management ospedaliero

La digital transformation della sanità, con l’adozione di AI per il supporto decisionale clinico e l’affermazione dei modelli di sanità integrata territoriale, richiede direttori di presidio con visione multiprofilo. Il PNRR ha stanziato risorse per l’ammodernamento tecnologico e l’integrazione di reti cliniche, aprendo opportunità di finanziamento per presidi diretti da manager capaci di gestire progetti complessi. La centralità della sostenibilità economica e ambientale ospedaliera sta spingendo verso modelli di green hospital management.



Domande frequenti


Responsabile di presidio ospedaliero e direttore generale della ASL sono la stessa cosa? 

No, il direttore generale gestisce l’intera ASL (aziende sanitarie locali) mentre il direttore di presidio sovrintende a un singolo ospedale o presidio sanitario.


Serve una laurea specifica per diventare direttore di presidio? 

Si richiede laurea in Medicina con specializzazione in Igiene e Medicina Preventiva o in Scienze dell’Amministrazione Sanitaria, unitamente a master in Health Management.


È possibile avanzare senza esperienza clinica? 

Alcuni ruoli di presidio amministrativo permettono di salire a direttore di presidio su base gestionale, ma la componente medica facilita l’accesso a strutture pubbliche.


Si può lavorare da remoto? 

No, la presenza fisica è fondamentale per gestire emergenze, riunioni e sopralluoghi dei reparti.


Quali sono gli indicatori di performance più rilevanti?

Tempi di degenza, percentuali di riammissione, soddisfazione paziente, rapporto posti letto per popolazione servita e bilancio economico.


Quanto guadagna un direttore di presidio in una clinica privata di lusso? 

In strutture di alto livello, la RAL può arrivare a 200.000–250.000 euro, con benefit esclusivi.


Quali competenze emergenti aumentano il valore?

Project management sanitario, telemedicina, gestione di Big Data clinici e competenze in compliance GDPR per dati sanitari.


Come si evolve la carriera dopo il ruolo di direttore di presidio? 

Si può aspirare a ruoli regionali, ministeriali o a nomine in organizzazioni internazionali come WHO e OSM.



Conclusioni

Rispondere alla domanda “quanto guadagna un direttore di presidio ospedaliero” significa riconoscere un ruolo strategico che unisce competenze clinico‑organizzative, gestionali e normative. Nel SSN si parte da 120.000 euro e si arriva fino a 180.000 euro lordi annui, mentre nelle strutture private la RAL varia tra 100.000 e 250.000 euro, in funzione del livello di specializzazione e dei benefit.

Per accrescere il proprio valore è fondamentale integrare formazione manageriale, progetti di innovazione e networking istituzionale.


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