Laurea in Scienze dell’Alimentazione e Gastronomia L-26: cosa si studia e sbocchi 2026/27
Aggiornamento: 6 ore fa

La laurea L-26 in Scienze dell’Alimentazione e Gastronomia è un corso triennale da 180 CFU dedicato agli alimenti, alla loro produzione e trasformazione, alla sicurezza alimentare, alla qualità e alla gastronomia. Il corso San Raffaele 2026/27 è erogato prevalentemente a distanza e comprende anche un tirocinio curriculare nel settore agroalimentare.
La L-26 prepara quindi soprattutto a lavorare nella filiera alimentare: industrie e aziende agroalimentari, controllo qualità, ristorazione, distribuzione, valorizzazione dei prodotti e comunicazione enogastronomica. Non abilita invece, da sola, alla professione di biologo nutrizionista.
Caratteristica | L-26 Scienze dell’Alimentazione e Gastronomia |
Ateneo | Università Telematica San Raffaele Roma |
Classe | L-26 – Scienze e tecnologie alimentari |
Durata | 3 anni |
CFU | 180 |
Modalità | Prevalentemente a distanza |
Accesso | Libero |
Verifica iniziale | Test online non vincolante per l’immatricolazione |
Tirocinio | Sì, curriculare |
Ambiti principali | Produzione, trasformazione, qualità, sicurezza alimentare, gastronomia |
Scopri il corso di laurea in Scienze dell’Alimentazione e Gastronomia con l'Università Pegaso
Cosa si studia nella laurea L-26?
Il percorso parte da solide basi scientifiche e le applica progressivamente al sistema alimentare. Nel primo anno trovano spazio, tra gli altri, Fisica, Matematica e Statistica, Informatica, Chimica generale e organica e Biologia.
Negli anni successivi aumentano gli insegnamenti direttamente collegati agli alimenti, alle tecnologie di produzione e trasformazione, alla sicurezza, alla nutrizione e alla gastronomia. Il piano integra inoltre aspetti economici, giuridici, culturali e di valorizzazione delle produzioni agroalimentari.
Area | Cosa si approfondisce |
Scienze di base | Chimica, biologia, fisica, matematica, statistica |
Tecnologie alimentari | Produzione, trasformazione, conservazione |
Sicurezza e qualità | Controllo degli alimenti e tutela del consumatore |
Alimentazione | Composizione degli alimenti e rapporto con l’organismo |
Gastronomia | Cultura, prodotti, preparazioni e territorio |
Economia e diritto | Marketing, normativa e filiera agroalimentare |
Quali sono gli sbocchi lavorativi della L-26?
La L-26 prepara principalmente a ruoli tecnici e organizzativi lungo la filiera agroalimentare.
Il corso San Raffaele indica tra gli ambiti professionali il controllo della qualità nei processi di produzione, conservazione, distribuzione e somministrazione degli alimenti, la promozione e valorizzazione dei prodotti agroalimentari, la comunicazione e il turismo enogastronomico e la gestione delle attività di preparazione e somministrazione dei pasti.
I laureati possono quindi trovare opportunità in industrie alimentari, grande distribuzione, aziende della ristorazione collettiva, imprese agrituristiche, enti e consorzi agroalimentari e società di consulenza operanti nel settore food.
Con la laurea L-26 si può diventare nutrizionista?
No, la sola laurea triennale L-26 non abilita a esercitare come biologo nutrizionista.
È importante distinguere le competenze sulla composizione, qualità e sicurezza degli alimenti dalle attività professionali riservate alla nutrizione.
La Federazione Nazionale degli Ordini dei Biologi chiarisce che un laureato triennale non può esercitare autonomamente l’attività di biologo nutrizionista.
Chi vuole orientarsi specificamente verso la nutrizione umana può valutare successivamente un percorso magistrale idoneo, verificandone però sempre i requisiti curriculari di accesso.
Con la L-26 si diventa Tecnologo Alimentare?
La L-26 offre una preparazione tecnico-scientifica nel settore alimentare e costituisce un percorso particolarmente coerente per proseguire gli studi nell’ambito delle tecnologie alimentari.
La professione regolamentata di Tecnologo Alimentare, però, richiede il possesso di una laurea magistrale LM-70 o titolo equipollente e il superamento dell’Esame di Stato. La sola L-26 non è quindi sufficiente per iscriversi all’Ordine dei Tecnologi Alimentari.
Il corso è completamente online?
Il corso San Raffaele viene erogato prevalentemente a distanza, con lezioni e attività didattiche supportate dalla piattaforma digitale.
Il percorso comprende però anche un tirocinio curriculare, che può essere svolto presso aziende o enti operanti, per esempio, nella produzione e trasformazione degli alimenti, nella sicurezza e nel controllo qualità, nell’HO.RE.CA. o nella comunicazione nutrizionale e gastronomica.
È quindi più corretto parlare di corso prevalentemente online, non di percorso privo di attività applicative.
Per una panoramica completa è possibile approfondire le lauree online Pegaso, le lauree online Mercatorum e le lauree online San Raffaele, mentre per i percorsi avanzati puoi consultare anche le lauree magistrali Pegaso, le lauree magistrali Mercatorum e le lauree magistrali San Raffaele
Come iscriversi alla laurea online L-26 in Scienze dell’Alimentazione
Per iscriversi al corso L-26 è possibile affidarsi a poli didattici come UniPegaso Roma, che supportano lo studente in tutte le fasi del percorso universitario.
Dalla scelta del corso fino all’immatricolazione, avere un punto di riferimento diretto consente di orientarsi meglio tra requisiti, modalità di iscrizione e organizzazione dello studio.
Durante il percorso universitario, inoltre, il supporto di un polo può facilitare la gestione delle pratiche e rendere l’esperienza più semplice e strutturata.
Domande frequenti
Cosa si studia nella laurea L-26 in Scienze dell’Alimentazione e Gastronomia?
Il corso comprende discipline scientifiche di base e insegnamenti dedicati alla produzione e trasformazione degli alimenti, qualità, sicurezza alimentare, nutrizione, gastronomia, economia e normativa del settore food.
Quanto dura Scienze dell’Alimentazione e Gastronomia?
Il corso San Raffaele dura tre anni e prevede il conseguimento di 180 CFU.
Con la L-26 si può diventare nutrizionista?
No. La laurea triennale L-26 da sola non abilita all’attività di biologo nutrizionista. Per esercitare professioni regolamentate nell’area nutrizionale occorre seguire il percorso accademico e professionale previsto dalla normativa.
Quali lavori si possono fare con la L-26?
Gli sbocchi riguardano soprattutto industrie agroalimentari, controllo qualità e sicurezza, grande distribuzione, ristorazione, valorizzazione e marketing dei prodotti alimentari, comunicazione e turismo enogastronomico.
Con la L-26 si diventa Tecnologo Alimentare?
Non direttamente. Per l’accesso all’Esame di Stato della professione di Tecnologo Alimentare è richiesta una laurea magistrale LM-70 o un titolo equipollente.
Fonti: Università Telematica San Raffaele Roma – Scienze dell’Alimentazione e Gastronomia L-26, piano di studi 2026/27;
MUR – Classe L-26 Scienze e tecnologie alimentari;
FNOB – competenze professionali nell’ambito della nutrizione.
Scopri il corso di laurea in Scienze dell’Alimentazione e Gastronomia con l'Università Pegaso




Commenti